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Corte dei Conti - Sezione di Controllo di Trento
 

Provincia Autonoma di Trento - Corte dei Conti

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CENNI STORICI

ORGANIZZAZIONE E FUNZIONI


Palazzo Thun – Menghini.

Il Palazzo, insieme agli adiacenti edifici, era di proprietà dei Conti Thun.

In particolare, il Conte Emanuele Thun, fra il ‘600 ed il ‘700, lo edificò, per farne la sua residenza, curando l’apposizione del grande portale balconato e del doppio ordine di finestre.

L’edificio, peraltro sede, nella sua porzione principale, del primo Municipio di Trento, subì, nel corso dei secoli, varie trasformazioni, sia per quanto attiene agli aspetti statici, che per quanto riguarda la destinazione d’uso.

La prima trasformazione, per entrambi gli aspetti, ha riguardato, nel 1873, la destinazione di parte del fabbricato ad albergo, con contestuale assunzione dell’aspetto che oggi è  possibile ammirare.

Nel 1900, l’edificio fu adibito interamente ad albergo, inglobando l’adiacente Palazzo Sizzo, ma, in tale circostanza, le modifiche furono minime.

Ben più consistenti furono quelle subite successivamente ai danni causati dagli eventi bellici della prima guerra mondiale, nonché, quelle apportatevi,  nel 1925, per il successivo utilizzo come sede della Banca Cattolica Trentina.

Nel 1961 si verificò il subentro, nella proprietà, dell’ITAS, anche in seguito al fallimento della Banca Cattolica Trentina, e tutti i successivi interventi furono funzionali alle esigenze della nuova proprietà ed alla nuova destinazione d’uso del fabbricato.

 

 

Le linee fondamentali dell’ordinamento della Corte dei conti si trovano nel testo unico approvato nel 1934 (regio decreto 12 luglio, n.1214). Tale testo è stato solo parzialmente modificato dai principi contenuti nella Carta costituzionale.

La Costituzione ha ribadito l’indipendenza della Corte dei conti e dei suoi componenti di fronte al Governo, prevedendo un diretto collegamento con il Parlamento.

L’articolo 103, secondo comma della Costituzione, stabilisce, inoltre, che la Corte dei conti ha giurisdizione sulle materie di contabilità pubblica, dovendo quindi pronunciarsi sulla responsabilità di chi ha, comunque, la gestione del pubblico denaro.

La Corte ha, inoltre, giurisdizione in materia di pensioni civili, militari e di guerra.

Nel corso degli anni successivi all’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, sono intervenute profonde trasformazioni nell’organizzazione e nelle funzioni amministrative (moltiplicazione degli enti, creazione di autorità amministrative indipendenti, privatizzazione di funzioni e di imprese pubbliche), con evidenti riflessi sugli assetti finanziari e di spesa, incidendo di conseguenza sui compiti dell’Istituto.

Le suddette modifiche hanno, pertanto, comportato un continuo aggiornamento del ruolo della Corte dei conti, in ragione della crescente necessità sia di controlli efficienti che di un puntuale esercizio della giurisdizione di responsabilità, al fine di accrescere la trasparenza dell’amministrazione, di assicurare la corretta gestione delle pubbliche risorse e di elevare la qualità dei servizi che le amministrazioni rendono ai cittadini.

Una complessiva riforma delle funzioni giurisdizionali e di controllo della Corte dei conti, è stata introdotta con l’approvazione delle leggi n.19 e n.20 del 14 gennaio 1994.

La legge 19/1994 ha, in primo luogo, istituito le Sezioni giurisdizionali regionali, con competenza generale in materia di contabilità pubblica nonché pensionistica. Presso ciascuna Sezione è stato, contestualmente, istituito un ufficio di Procura. La legge 20/1994 ha riguardato, di converso, la riforma delle funzioni di controllo, nel senso di seguito descritto:

  • il controllo preventivo di legittimità è stato indirizzato sugli atti fondamentali del Governo, nonché su un limitato ambito documentale, esattamente definito;
  • è stato generalizzato il controllo successivo sulla gestione, in forma collaborativa, nei confronti di tutte le amministrazioni, secondo appositi programmi elaborati dalla Corte dei conti. La Corte dei conti riferisce, quindi, al Parlamento nazionale ed ai Consigli regionali sull’esito dei controlli eseguiti;
  • in terzo luogo, è stato attribuito alla Corte dei conti il compito di verificare la funzionalità dei controlli interni all’amministrazione riordinati e potenziati dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n.286.

Questa nuova impostazione dei controlli è stata formulata in funzione del raggiungimento di fondamentali obiettivi: da una parte, una più responsabile gestione delle risorse ad opera degli amministratori pubblici; dall’altra, il compimento di verifiche ed analisi incentrate non solo sulla legittima impostazione e sullo svolgimento di attività amministrative, ma anche sui risultati conseguiti, nonché, sulla congruenza fra tali risultati e i programmi stabiliti, sui costi e sulla qualità dei servizi e sulla soddisfazione degli utenti.

Ulteriori funzioni, sono state assegnate alla Corte dei conti con la legge 5 giugno 2003, n.131, con l’obiettivo di avvicinare l’organo di controllo alle amministrazioni regionali e territoriali, chiamate a soddisfare, in prima battuta, le molteplici esigenze della collettività, nonchè con D.L.10 ottobre 2012, n. 174, convertito in legge 7 dicembre 2012, n. 213.

 

 


 

 

Bandiera
 

IN TRENTINO ALTO ADIGE - SÜDTIROL

La Sezione di Controllo di Trento, disciplinata dal d.p.r. n. 305 del 1988, così come modificato dal d. lgs. n. 166 del 2011, esercita in base ad una programmazione annuale, il controllo sulla gestione su tutte le amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali aventi sede nel territorio della Provincia Autonoma di Trento.

  • Verifica il rendiconto della Provincia, successivamente trasmesso alle Sezioni Riunite, in particolare composizione per la Regione Trentino Alto Adige, ai fini del conseguente giudizio di parificazione, comprendente l’affidabilità del conto, la regolarità e la legittimità delle relative operazioni, nonché le modalità con le quali l’Amministrazione si è conformata alle osservazioni formulate dalla Corte;
  • verifica il rendiconto della Regione, successivamente trasmesso alle Sezioni Riunite, in particolare composizione per la Regione Trentino Alto Adige, con la medesima procedura sopra descritta per l’analogo rendiconto della Provincia;
  • esercita il controllo di legittimità previsto sugli atti delle amministrazioni statali decentrate nel territorio di propria competenza;
  • effettua ogni altro controllo, od attività, statuito da norme di legge, o da deliberazioni, adottate dalle competenti Sezioni Centrali;
  • formula pareri, in tema di contabilità pubblica, come statuito dal d. lgs. n. 166 del 2011,alla Regione, alla Provincia, anche con riferimento agli enti di cui all’art. 79, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670.

Analoghe attività sono svolte dalla Sezione di Controllo di Bolzano, fatta eccezione per la verifica del rendiconto della Regione.